Plastica riciclata

In Cambogia esistono laghi, strade e prati fatti di buste di plastica. E’ su queste buste che lo sguardo di Elisa la creativa si è fissato cinque anni fa. Nel corso degli anni il laboratorio di lo staff di Smateria ha tagliato, scaldato e deformato questo materiale dando vita a borse, a bustine e a portafogli, neri come il petrolio, morbidi come la pelle, resistenti  come solo la plastica puo’ essere.

Dal 2008 Jennifer ha creato, in collaborazione con l’associazione Ciai, un progetto di lavorazione della plastica ad Andong, una remota periferia di Phnom Penh fatta di baracche ed abitata da famiglie di sfollati che cercano giorno dopo giorno di rendere l’esistenza delle proprie famiglie un po’ piu vivibile.
(Il villaggio di Andong è nato nel 2007 quando il governo cambogiano ha deciso di « liberare » una parte della città per bonificare il terreno e trasformarlo in una zona edificabile da proporre a gente benestante. Le ottomila famiglie che hanno subito il trasferimento forzato dalle loro case ad Andong si sono ritrovate a vivere, all’inizio, su un terreno inondabile, privo di costruzioni e di acqua corrente. Troppo lontane dal loro luogo di lavoro, la maggior parte di queste persone ha perso il proprio lavoro.  Fin dal principio alcune Ong sono intervenute ad Andong per cercare di migliorare le condizioni di vita di questa popolazione. Dal 2008, Smateria ha seguito il Ciai ad Andong e ha trasferito li’ il progetto della lavorazione della plastica.)

Per quasi un anno Lina, la decana e mano d’oro della bottega, ha insegnato ad un gruppo di donne e di uomini a tagliare e a lavorare con un filo di plastica.

Oggi lavorano per Smateria ad Andong una ventina di persone che si occupano magistralmente del reciclaggio delle buste e della loro trasformazione. Il personale di Smateria continua a seguire in loco la produzione e Jennifer si reca ad Andong con regolarità per mantenere i contatti con questa nuova realtà di Smateria.